Il Professore, Charlotte Brontë

I Grandi Classici della Domenica

Il Professore, Charlotte Brontë


Un romanzo le cui vicende ci ricordano che molti ostacoli possono essere superati se si camina uno accanto all’altro.

“Il professore” è il primo romanzo scritto di Charlotte Brontë, un’opera che racchiude al suo interno una storia affascinante, non solo per ciò che narra, ma anche per il destino editoriale che l’ha accompagnata. Inizialmente rifiutato dalle case editrici, il romanzo vide la luce soltanto nel 1857, due anni dopo la scomparsa dell’autrice, quasi come se il manoscritto avesse dovuto attendere il momento giusto per essere svelato al mondo. Onestamente, non mi stupisce: il contenuto di quest'opera mi ha affascinato per la sua visione moderna e per i messaggi che trasmette.
Ispirato dalle esperienze personali di Charlotte Brontë, che durante il suo soggiorno a Bruxelles per studiare il francese si innamorò del suo insegnante, il romanzo narra la storia di William Crimsworth. Divenuto adulto, William si sente intrappolato in una vita insoddisfacente, immerso nelle nebbiose fabbriche dello Yorkshire. Tuttavia, il destino lo conduce oltre confine, in Belgio, dove trova impiego come insegnante d’inglese in due istituti privati. È qui, tra le rigide mura scolastiche, che incontra una studentessa straordinaria, diversa da tutte le altre, capace di toccare le corde più profonde del suo animo e con la quale condivide una sintonia che va oltre le parole.
C'è un altro dettaglio intrigante che rende questo romanzo un piccolo gioiello narrativo: Charlotte Brontë scrive in prima persona, vestendo i panni di un uomo. Il narratore non appare mai né goffo né stereotipato nella sua mascolinità, e pertanto la voce di William risulta così autentica che dimentichiamo completamente che dietro di essa ci sia una donna. La Brontë, con una maestria impressionante, si addentra nella complessità della psicologia umana, delineando con precisione i meccanismi della mente del suo protagonista. Il lettore, passo dopo passo, si immerge così profondamente nel suo carattere da poter quasi anticipare i suoi pensieri e le sue azioni. Un ritratto così vivace e accurato che ci ricorda quanto sia profonda la comprensione dell’animo umano che l’autrice ci offre, attraverso la sua penna, ancora una volta.
Lo stile di questo romanzo si rivela straordinariamente evocativo e intriso di passione, con un linguaggio che si adatta perfettamente ai grandi temi di memoria, paura, e sentimenti che lo animano. Tuttavia, il cuore pulsante dell’opera si concentra sul desiderio e sui complessi meccanismi dell’innamoramento, esplorati con profondità e rara originalità. Il narratore delinea con precisione la psicologia dell’innamorato, svelando una verità affascinante: l’oggetto del desiderio non è altro che uno specchio dell’essenza stessa di chi ama.
Le figure femminili che prendono vita sotto la penna di Charlotte Brontë sono portatrici di messaggi potenti: forza, orgoglio e, soprattutto, indipendenza, temi che ritroviamo anche in altre sue opere celebri. Tuttavia, ciò che rende unica questa prospettiva è che queste qualità ci vengono descritte attraverso gli occhi di un uomo. Il protagonista non esalta la donna amata per la sua bellezza esteriore, ma per la sua intelligenza e la forza interiore che traspare in ogni gesto. È proprio grazie a queste qualità mentali e spirituali che la loro unione si rivelerà così forte e irripetibile.
Charlotte Brontë dimostra, con una sorprendente modernità per il suo tempo, cosa conti davvero nella scelta del compagno o della compagna di vita. Non è la bellezza effimera a costituire il fondamento di un legame profondo, ma piuttosto l’intelligenza e le qualità interiori. In questo modo, la Brontë ci ricorda l’importanza di focalizzarci su ciò che realmente conta in una relazione: la connessione autentica tra due anime, quella che ti fa desiderare di tornare a casa ogni sera, sapendo di aver scelto la persona giusta.

"Apprezzava che vi fosse qualcosa di forte, sia in un uomo che in una donna; apprezzava tutto quello che aveva il coraggio di varcare i confini delle convenzioni."

Il messaggio più profondo che questo romanzo ci trasmette è che la vera felicità si cela nelle piccole cose, quelle semplici e genuine. Non si trova nelle carriere o nell'accumulo di ricchezze, ma piuttosto nell'amore autentico e nel lavoro umile, che nobilita l'animo. Per giungere a questa verità, il lettore viene condotto attraverso un labirinto di introspezione, dove l'analisi psicologica dei personaggi si intreccia con descrizioni minuziose dei loro corpi e volti, quasi a volerci ricordare che l'aspetto esteriore riflette il tumulto interiore.
Ho apprezzato profondamente ogni sfumatura di questo romanzo. Mi ha sorpreso, in particolare, quanto certi temi siano ancora incredibilmente attuali, come se il tempo non avesse affievolito la loro importanza. Eppure, dovremmo ormai aver imparato che, come ci ricorda un grande autore, “l’essenziale è invisibile agli occhi”. È nelle pieghe della quotidianità, nelle relazioni autentiche e nelle gioie semplici che risiede il segreto di una vita piena. Charlotte Brontë, con la sua penna delicata ma incisiva, ce lo mostra con una grazia che attraversa le epoche.



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