Persuasione, Jane Austen

 Grandi Classici della Domenica

Persuasione, Jane Austen



Nessun gatto è stato maltrattato per questa foto! Anzi, lui non era previsto ma è saltato sopra il tavolo durante lo scatto 😂 Comunque, per la prima puntata sui Grandi Classici della Domenica ho pensato a "Persuasione" di Jane Austen. Quasi 10 anni fa durante un viaggetto in Inghilterra, io e mia sorella ci recammo a Chawton a visitare la casa di Jane Austen e presso il loro negozio ho trovato questa versione bellissima del libro. Leggerlo è stato un grande piacere per occhi e anima 🩷 Non sono presuntuosa al punto di recensire un'opera simile, ma ne ho distillato un'analisi su ciò che mi ha trasmesso e sul perchè mi sia piaciuto.

Quando si pensa a Jane Austen e alla sua produzione letteraria, "Persuasione" solitamente non viene citata tra le sue opere più famose ed apprezzate. A mio parere, non mi è difficile supporre quale tra i titoli della scrittrice inglese sarebbe il più citato anche perchè io per prima urlerei "Orgoglio e Pregiudizio" senza pensarci due volte.
Tornando a "Persuasione", c’è un dettaglio interessante legato alla sua pubblicazione: il romanzo vide la luce solo mesi dopo la scomparsa di Jane Austen. Fu il fratello Henry a selezionare il titolo e a includere una nota che rivelava finalmente l'identità dell'autrice, ormai non più anonima. Per coloro che non hanno ancora avuto l'opportunità di leggerla, l'opera narra la vicenda di due giovani le cui esistenze si intrecciano tra desideri e ostacoli: Anne Elliot, figlia di un baronetto, e Frederick Wentworth, un ufficiale di marina di origini modeste. Ma tranquilli, non sono qui per riassumere la trama, quello lo lascio al piacere dei lettori!
Dal mio punto di vista, ciò che mi ha catturato in "Persuasione" è il suo tono apparentemente più distaccato rispetto alle trame che caratterizzano gli altri romanzi di Jane Austen. Questo distacco conferisce all'opera un'unicità che la rende quasi moderna rispetto al resto della sua produzione letteraria.
In "Persuasione," l'indicibile trova finalmente espressione. Jane Austen non si cela più dietro i sentimenti della sua protagonista: ciò che Anne Elliot prova e pensa emerge con chiarezza tra le pagine, consentendoci di entrare in sintonia con lei e di condividere quasi le sue emozioni mentre la seguiamo in un percorso di crescita personale. Al termine del romanzo, Anne si presenta come un personaggio che ha raggiunto una riconciliazione con i propri tormenti e con gli errori del passato, offrendoci una protagonista pienamente consapevole di sé.
Anne Elliot si presenta come una protagonista sorprendentemente moderna per un romanzo dell'epoca, quasi una figura ribelle, oserei affermare. Sebbene Jane Austen non sia letteralmente Anne, sembra fondersi con lei, osservando ed esprimendo il mondo attraverso i suoi occhi. A mio avviso, Anne rappresenta forse la figura femminile più complessa mai creata da Austen: la sua maturità la distingue dallo stereotipo dei personaggi femminili dell'epoca, non solo per i suoi ventisette anni — un'età quasi veneranda in quel vivace universo giovanile che caratterizza i suoi romanzi — ma anche per la sua profonda ricchezza emotiva. Durante la lettura di questo romanzo, ho avuto la netta impressione che Austen abbia infuso molto di sé nel carattere di Anne. Chi può affermarlo con certezza? Tuttavia, esplorando ulteriormente la vita della scrittrice e la sua tenacia nel farsi spazio in un mondo dominato dagli uomini, appare evidente che tra lei e Anne vi siano più di semplici affinità. La stessa determinazione a farsi sentire e a trovare il proprio posto rappresenta il filo invisibile che le unisce.
Nel romanzo "Persuasione", ho avuto modo di scoprire un aspetto inedito e affascinante di Jane Austen, che si mostra più incline ad abbracciare la complessità della realtà e a esplorare le profondità dell'animo umano attraverso il personaggio di Anne Elliot — e, in parte, anche attraverso una riflessione su se stessa. L'autrice si avventura audacemente tra le insidie della psiche, guidando il suo personaggio in un percorso di auto-conoscenza. Con una penna sicura, l'autrice non si lascia intimidire dalla società che la circonda; al contrario, riesce a far risuonare la sua voce con forza e autenticità.
Il romanzo presenta un carattere distintivo rispetto alle altre opere dell'autore: mentre le narrazioni precedenti si collocano in un tempo indefinito e quasi sospeso, in questo caso emergono riferimenti concreti alla storia reale. La guerra con la Francia, nel 1814, a un passo dalla sconfitta di Napoleone a Waterloo, si fa strada tra le righe del testo, per esempio. Tuttavia, tale contesto storico rimane solo un'ombra fugace: l'autrice, infatti, decide rapidamente di accantonare gli eventi storici per focalizzarsi sull'unico tempo che riveste un'importanza autentica, quello della passione amorosa. Questa passione, che rinasce dopo otto anni tra Anne e il capitano Frederick Wentworth, rappresenta un amore che sfida il passato e si rigenera, risultando più forte e maturo.
Che dire insomma, come scritto all'inizio leggere questo romanzo è stato un grande piacere per occhi e anima, sia per la bellezza di questa edizione sia per la trama stessa. Era doveroso iniziare questo percorso con Jane Austen.








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